Il percorso si snoda nella laguna veneziana in un territorio acqueo esteso da Chioggia a Caorle.

Le aziende coinvolte sono dislocate lungo un itinerario ideale, realizzato considerando la batimetrica in modo da permettere a natanti di piccola e media grandezza di percorrerlo senza problemi.

Da Ca’ Roman (oasi Lipu per la protezione degli uccelli) con la sua pineta e sabbia bianca e Chioggia con le sue caratteristiche architettoniche di “piccola Venezia”, si snoda lungo la dorsale interna di Pellestrina (con il suo centro abitato diviso in quattro sestieri e la chiesa di Ognissanti del 1723), raggiungendo gli Alberoni.

Prosegue lungo la dorsale interna del Lido (isola che, da difesa contro mareggiate ed invasioni esterne, è diventata nel 1900 una delle più esclusive spiagge europee) con le isole del Lazzareto Vecchio e S. Lazzaro degli Armeni o, in alternativa, con il canale di S. Spirito attraverso le isole di Poveglia (antica fortezza veneziana), S. Spirito (antica residenza degli ambasciatori veneziani) e S. Clemente (vecchio ospedale veneziano oggi Hotel di lusso), con eventualmente un passaggio particolare verso l’archeologia industriale di Porto Marghera attraverso il canale dei petroli.

Tutte vie con arrivo nel bacino di S. Marco all’isola di S. Giorgio Maggiore (con l’antico monastero e la sua chiesa ricostruita nel 1500 da Palladio, Scamozzi e Longhena) da cui si può ammirare la più bella prospettiva del bacino stesso.

Dal canale S. Nicolò si entra poi nel canale delle navi passando per l’isola della Certosa (oggi polo nautico ed occasione unica per ormeggiare a Venezia), per le Vignole (con il forte di S. Andrea progettato da Sammicheli) e S. Erasmo (la più grande isola della laguna con la “Torre Massimiliana” del 1813 che prese il nome dall’imperatore d’Austria che ivi si rifugiò durante i moti popolari).

Si prosegue per il canale S. Giacomo con passaggio nei pressi delle isole di S. Michele (il cimitero monumentale di Venezia) e l’isola di Murano (famosissima per la produzione del vetro soffiato e la basilica di S. Donato riedificata nel 1125 con il suo mosaico bizantino) o, in alternativa, per il canale Passaora (tra l’isola del Lazzareto Nuovo e S. Erasmo) che permettono ambedue di raggiungere l’isola di Burano (patria del merletto, con le sue caratteristiche abitazioni colorate è la più popolata della laguna), S. Francesco del Deserto (dove la leggenda attribuisce il nome al passaggio di S. Francesco di ritorno dalla Palestina; sede dei frati francescani) e Torcello (famosa per la sua Cattedrale e primissimo insediamento veneziano con i suoi circa 20.000 abitanti attribuiti nell’antichità).

Infine dal canale di Burano, attraverso il canale S. Felice, si entra nel canale dei Bari arrivando al centro abitato di Cavallino (uno degli itinerari lagunari naturalistici più belli), proseguendo per via fluviale verso Caorle (dove vennero liberate le 12 Marie rapite a Venezia).